Archive for Europa

Caro Professor Draghi,

di Marco Bersani* - Buongiorno Professore, devo confessarle che leggo sempre con molta attenzione ogni suo intervento, sia perché, a differenza di altri esponenti dell’élite che strabordano sui media, lei è generalmente più pudico, sia perché ho imparato che ogni volta che lei prende parola non è mai per caso, bensì per suggerire uno scenario. Per dirla tutta e meglio, diciamo che ogni volta che lei interviene, non so perché, ma mi viene da guardarmi le spalle. Ed è successo

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Covid-19: distanziamento sociale e diritti

di Giovanni Dosi, Maria Enrica Virgillito - L'Italia è stata colta impreparata dall'epidemia di Covid e ha reagito come poteva, facendo scattare i dispositivi di una quarantena di massa tramite decreti. Ora è importante che il distanziamento sociale avvenga il più possibile per una consapevole scelta dei cittadini. L'epidemiologo britannico Roy Anderson, per esempio, ha sottolineato che un'efficace prevenzione del contagio deve passare dalla responsabilizzazione dei comportamenti individuali

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Il virus e la militarizzazione delle crisi

di Raúl Zibechi - La paura si diffonde a una velocità di gran lunga maggiore del coronavirus. Lo si è visto, con immagini impressionanti, in primo luogo nella provincia cinese di Hubei, dove 60 milioni di persone sono state rinchiuse in un territorio diventato per molti versi simile a quel che potrebbe essere un campo di concentramento ad alta tecnologia del nostro tempo. Mai si erano isolate in questo modo milioni di persone sane. Poi il controllo assoluto sulla libertà di movimento si

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Lodi: «L’alta velocità è imprescindibile»

di Claudio Giorno - «L’alta velocità è imprescindibile, è un patrimonio del nostro Paese»: parola di “giornalista”. Nel caso, il conduttore della rassegna stampa di Sky TG24 di venerdì 7 febbraio, a libro paga di uno squalo australiano di nome Murdoch per il quale è invece “prescindibile” (cioè si può trascurare) il fatto che meno di un mese fa in un continente agli antipodi del nostro (ma assai più vicino di quel che i chilometri possono far pensare: ricordiamoci sempre

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Tutti contro Macron: sindacati annunciano l’assedio di Parigi

Di Manuel Glauco Matetich  - I sindacati francesi invocano una massiccia mobilitazione il 24 gennaio, giorno in cui la riforma pensionistica viene presentata al Consiglio dei ministri - Non si arresta l’ondata di manifestazioni e scioperi che hanno letteralmente e fisicamente bloccato l’intera Francia nelle ultime settimane. La dura battaglia portata avanti dalle associazioni sindacali contro il governo del Presidente francese Emmanuel Macron sul tema della riforma delle pensioni

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La Francia è di nuovo entrata in una fase di scontro sociale di grande ampiezza

di Léon Crémieux - Un anno fa, nel novembre 2018, il movimento dei Gilets jaunes ha fatto irruzione nelle rotonde e nelle strade delle città del paese. Innescato da una nuova tassa sui carburanti decisa dal governo, il movimento ha avanzato rapidamente la richiesta di un aumento del potere d'acquisto, in particolare del salario minimo, il rifiuto di una società gestita da e per i più ricchi, il ripristino della tassa sulle grandi ricchezze, l’esigenza di una democrazia in cui le classi

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Catalogna. Nel mirino delle condanne i diritti fondamentali

di Marti Caussa* La Corte Suprema ha condannato i dodici leader del processo a 104 anni e sei mesi di carcere per i reati di sedizione e appropriazione indebita (da 12 a 13 anni), sedizione (da 9 a 12 anni e sei mesi) e disobbedienza (1 anno e 8 mesi). In sostanza ha accettato la tesi fondamentale del procuratore dello Stato, alle dipendenze del governo di Pedro Sánchez (PSOE), e ha respinto quella del giudice istruttore Pablo Llarena e della Procura, che aveva chiesto una condanna per ribellione

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Clima, migranti, Rojava: una svolta

Autore: Guido Viale Si fanno le guerre per appropriarsi del petrolio e poi si usa il petrolio per fare altre guerre (le emissioni mondiali degli apparati militari ammontano al 15% di quelle totali, ma non sono contabilizzate nell’accordo di Parigi). Le guerre producono profughi e per respingere i profughi si fanno altre guerre, come oggi in Rojava. Petrolio e combustibili fossili imprigionano l’intera umanità nella dipendenza dalle guerre, ormai elemento costitutivo della condizione umana

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