Archive for Dibattito e Contributi

XIII tesi sull’imminente catastrofe (ecologica) e i mezzi per evitarla

di Michael Löwy - I. La crisi ecologica è già adesso, e diventerà ancora di più nei mesi ed anni a venire, la più importante questione sociale e politica del 21° secolo. Il futuro del pianeta e quindi dell’umanità sarà deciso nei prossimi decenni. I calcoli di alcuni scienziati sugli scenari per l’anno 2100 non sono molto utili, per due motivi: a) scientifico: considerando tutti gli effetti retroattivi impossibili da calcolare, è molto rischioso fare proiezioni di un secolo; b)

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Decrescere o morire?

di John Bellamy Foster* - Il testo che segue è del novembre 2010. Lo pubblichiamo poiché affronta una serie di temi che ritornano nel dibattito attuale, in particolare il rapporto tra lotta per il clima e lotta anticapitalista; così come quello relativo ad una possibile “transizione” verso una società “sostenibile” dal punto di vista ambientale senza la necessità di una rottura con il capitalismo. (Redazione) Nel paragrafo introduttivo del suo libro del 2009 Storms of My Grandchildren,

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La Pantera, trenta anni portati bene – Storia dei movimenti studenteschi e giovanili dalle “magliette a strisce” a Greta Thunberg

di Nando Simeone - Il ibro verrà presentato in occasione del  FORUM sul MOVIMENTO STUDENTESCO DEL 1990 - STORIA, MEMORIA alla Città dell'altra economia, nel primo pomeriggio, alle 14.30 . A 30 anni di distanza dal 1990, il libro è la storia del movimento studentesco nato contro la riforma universitaria del ministro Ruberti, che portò a mesi di occupazioni in tutto il Paese. Il libro ricostruisce la storia del movimento, che viene inserito in una ampia ricostruzione storica dove

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Un altro mondo è necessario

di Nando Simeone - Di seguito pubblichiamo due estratti che trattano della problematica ecosocialista. Il primo sono le conclusioni del libro “1968 La rivolta necessaria”, di Nando Simeone, (edizioni Redpress) una controstoria dei movimenti giovanili in Italia: quando nascono, come si organizzano, perché sono destinati a svolgere un ruolo decisivo sulla scena del conflitto sociale; il secondo sono le conclusioni dell'ultimo capitolo del libro di Rosa Luxemburg "Socialismo o barbarie", sempre

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Onda di marea

Di Paolo Cacciari - Non prendiamoci in giro. Il riscaldamento climatico globale è un flagello epocale, ma non usiamolo come paravento per coprire una storia che ha ben determinate responsabilità locali. La distruzione della laguna di Venezia – e quindi della città insulare storica che con la laguna vive in simbiosi – viene da lontano e deriva da precise scelte di politiche economiche e di pianificazione territoriale che continuano imperterrite. L’aumento delle numero e della forza delle

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L’ex ILVA e gli F35

La vicenda dell'ex ILVA non può essere lasciata a un ceto politico che sembra non rendersi neppure conto della dimensione del problema, e che la trasforma in una grottesca schermaglia di accuse reciproche di incompetenza, anche se c’è un accordo sostanziale bipartisan sul fatto che negare l'impunità ai capitalisti che vogliono investire in Italia sarebbe “una scelta suicida”. Unica parziale eccezione i cinque stelle o almeno quelli di loro che hanno sentito maggiormente la pressione del

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Marx, Engels ed il “chimico rosso”- L’eredità dimenticata di Carl Schorlemmer

di Ian Angus* Avere una base per la vita e un’altra per la scienza è une falsità a priori Karl Marx Negli ultimi decenni del XX secolo una singolare idea ha preso piede in alcuni settori del mondo accademico. Con essa si è voluto sostenere che, lungi dall’essere i più stretti compagni e collaboratori, intenti a lavorare in armonia per quarant’anni, Karl Marx e Friedrich Engels di fatto erano in disaccordo riguardo a questioni fondamentali, sia teoriche che pratiche. I presunti

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Clima, migranti, Rojava: una svolta

Autore: Guido Viale Si fanno le guerre per appropriarsi del petrolio e poi si usa il petrolio per fare altre guerre (le emissioni mondiali degli apparati militari ammontano al 15% di quelle totali, ma non sono contabilizzate nell’accordo di Parigi). Le guerre producono profughi e per respingere i profughi si fanno altre guerre, come oggi in Rojava. Petrolio e combustibili fossili imprigionano l’intera umanità nella dipendenza dalle guerre, ormai elemento costitutivo della condizione umana

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