Attenzione! Nelle Marche è in atto un colpo di mano!

Di Massimo Rossi

(Post riservato a chi crede che le regole democratiche e il sistema di rappresentanza abbiano a che vedere con le condizioni della propria esistenza materiale)

Gli uomini e le donne che compongono il governo regionale marchigiano e la maggioranza di (sedicente) centro sinistra che lo sostengono, stanno tentando a tempo scaduto di truccare le elezioni pur di blindare la propria poltrona.
In queste ore in Commissione Affari Istituzionali della Regione Marche con molta probabilità la maggioranza dei consiglieri che la compongono (ancora in carica per effetto di una proroga!) voteranno una norma che di fatto impedisce la presentazione di candidati presidenti al di fuori dei due blocchi di centro sinistra e di centro destra.
La norma prevede infatti che i candidati alla carica di presidente non possano essere eletti e neppure candidarsi per far parte dell’Assemblea Legislativa. Se poi, paradossalmente, coordiniamo questa incredibile norma con l’intera legge elettorale marchigiana viene fuori che questa preclusione non vige per la coalizione che arriva seconda, alla quale la stessa legge assicura l’accesso automatico nelle Istituzioni del proprio candidato presidente.
Come dire che una forza politica, un movimento o una coalizione che dovesse conseguire il 7, 8,10,20% dei consensi, ma non arrivare tra i primi due schieramenti, non ha il diritto di essere rappresentata in Consiglio Regionale dalla figura più rappresentativa; dalla figura sulla quale principalmente gli elettori si sono formati un orientamento elettorale ed hanno investito la propria fiducia.
Una vera e propria aberrazione. Un sopruso nei confronti delle formazioni democratiche e dell’elettorato. Una norma incostituzionale (perché limita il diritto all’elettorato passivo) che non trova eguali in alcuna legislazione nazionale, regionale, comunale. Una norma che impoverisce la qualità della rappresentanza (già con tutta evidenza crollata a livelli infimi) e certifica come nell’ambito del Palazzo di via Leopardi ad Ancona la politica e la democrazia siano morte da tempo e l’ossessione degli attuali inquilini sia solo quella di arroccarsi cercando di non perdere il potere.
Manomettere le regole a tempo scaduto è come giocare con il fuoco.
Personalmente faccio appello a tutte le organizzazioni, associazioni, organismi, persone che hanno a cuore la democrazia e le invito a far sentire la propria voce per impedire questo scempio.

P.S.: …E pensare che qualche amica/o e compagna/a (sempre meno) ancora sostiene che bisognerebbe compattarsi intorno PD per “fermare la destra”… Se dopo la devastazione dei diritti sociali e del lavoro, i concetti di destra e di sinistra li disancoriamo persino dai principi democratici… siamo veramente all’encefalogramma piatto.