PAGARE SUBITO TUTTO A TUTTI!

a cura di Riconquistiamo tutto – CGIL Roma e Lazio

La nota Confederale di CGIL, CISL e UIL del 09 maggio 2020 con cui si sollecita il governo ad affrettare i pagamenti degli ammortizzatori sociali – CIGO, GIGD, FIS – si muove nella giusta direzione, ma risulta tardiva e male impostata, perché pone sullo stesso piano i bisogni delle lavoratrici e dei lavoratori – la certezza del salario – e le esigenze della grande impresa – la gestione dei costi della crisi. Mentre i piccoli commercianti, vengono lasciati al proprio destino e al fallimento sicuro. Dall’entrata in vigore del decreto “Cura Italia” del 17 marzo era chiaro a tutti che le risorse economiche stanziate per gli ammortizzatori sociali fossero insufficienti, come era altrettanto chiaro che le farraginose procedure burocratiche tra enti, Regione ed INPS, per l’erogazione degli importi ai lavoratori, avrebbero determinato la situazione nella quale milioni di lavoratori si trovano: i soldi non sono ancora arrivati nelle tasche dei lavoratori e lavoratrici. Inoltre si annunciano privatizzazioni delle aziende pubbliche e vendita di immobili del patrimonio demaniale dello stato per fare cassa. Con i 3 mila miliardi di euro provenienti dalle privatizzazioni, e, con i 4 miliardi di taglio dell’IRAP per le aziende, si assesta un duro colpo alla sanità pubblica che si diceva invece di voler rilanciare.

Il governo si sta apprestando a rifinanziare per altre nove settimane i fondi da destinare agli ammortizzatori sociali con il decreto di maggio, ma, a questo punto, le domande non possono che essere le seguenti: i soldi saranno sufficienti a coprire per tutti i lavoratori i 18 mesi complessivi di ammortizzatori sociali? Perché per un periodo così corto? E perché il blocco dei licenziamenti dovrebbe durare solo per i prossimi tre mesi, quando tutti sanno che specialmente nel settore del turismo la crisi si protrarrà sicuramente fino al 2021? Chi pagherà il prezzo di questa crisi sanitaria, sociale ed economica?

Come lavoratori e lavoratrici non reputiamo tali misure soddisfacenti, pertanto chiediamo:

1. Il pagamento immediato a tutti e tutte degli ammortizzatori sociali

2. Blocco totale per tutte le categorie dei licenziamenti e il prolungamento senza termine dei contratti in scadenza

3. La legge per la diminuzione d’orario di lavoro a parità di salario per garantire a tutti un lavoro

4. La copertura degli ammortizzatori sociali per tutti i lavoratori e lavoratrici per tutto il periodo di inattività al lavoro al 100% del salario

5. Una patrimoniale straordinaria sui grandi profitti. Siano Confindustria e Confcommercio a pagare questa crisi!

Consideriamo vergognosa la situazione sociale ed economica che i lavoratori stanno vivendo nel nostro paese: ci sono lavoratori costretti a recarsi alla Caritas per elemosinare pasti gratuiti, perché non sono nelle condizioni di poter fare la spesa; altri che devono ricorrere all’indebitamento presso i banchi dei pegni e lo strozzinaggio in mano alla criminalità organizzata aumenta a vista d’occhio… Mentre lavoratori e lavoratrici arrancano tutti i giorni per vivere, lo stato spende miliardi di euro per le spese militari: l’ingente stanziamento economico per gli F35 è una vergogna!

Intanto Confindustria in modo arrogante rivendica da una parte che lo Stato stanzi a fondo perduto liquidità economica solo per le imprese, a scapito dei lavoratori e dei poveri, e dall’altra lo smantellamento definitivo dei contratti collettivi nazionali.

Chiediamo alla CGIL di organizzare subito mobilitazioni di carattere Regionale per affrettare i pagamenti ai lavoratori e stoppare subito l’attacco ai diritti lanciato da Confindustria: tutti nelle piazze, a debita distanza e con mascherine per fermare l’attacco dei padroni! Serve avviare una mobilitazione che unifichi tutto il mondo del lavoro fino alla proclamazione dello sciopero generale.