Toscana a Sinistra si presenta. Con Fattori contro Giani

Verso le regionali. La presentazione in videoconferenza di alcune proposte per affrontare l’emergenza coronavirus è stata l’occasione per il lancio della lista, alternativa al centrosinistra di Eugenio Giani e arricchita dalle realtà di cittadinanza di Firenze, Livorno, Siena, Pisa e Viareggio. Della partita anche Rifondazione comunista, Potere al Popolo e Sinistra Anticapitalista, con il consigliere uscente Tommaso Fattori candidato in pectore.

Di Riccardo Chiari –

Toscana a Sinistra c’è. La videoconferenza in cui sono state presentate alcune proposte per affrontare l’emergenza coronavirus, è stata anche l’occasione per dare ufficialmente il via al progetto di una lista di sinistra alle prossime elezioni regionali. “Non sappiamo quando saranno – ha spiegato dalla ‘cabina di regia’ della videoconferenza Massimo Torelli – ma per quel giorno saremo pronti, dopo una campagna elettorale che sarà diffusa su tutto il territorio toscano”.

Questo grazie ad un certosino lavoro politico che ha portato ad un sostanziale allargamento della coalizione che cinque anni fa portò nel Consiglio regionale toscano Tommaso Fattori e Paolo Sarti, in alternativa al centrosinistra di Enrico Rossi. La collocazione è rimasta la stessa, questa volta in alternativa al rassemblement a sostegno di Eugenio Giani. “Ma il campo – spiega Fattori – è ancora più largo che nel 2015, sostenuto da tutta una serie di liste di cittadinanza tra cui Firenze Città Aperta, Una Città in Comune di Pisa, Buongiorno Livorno, Repubblica Viareggina e Sinistra per Siena, e da altre forze politiche organizzate come Rifondazione Comunista, Potere al Popolo e Sinistra Anticapitalista”.

Sia Fattori che Sarti hanno spiegato la genesi di Toscana a Sinistra: “Molte e molti ci avevano chiesto di esserci e adesso, ancor più di fronte a un fatto epocale come l’emergenza coronavirus, riteniamo necessario farlo. Perché avevamo ragione a batterci, in tutti questi anni, per una sanità pubblica e universale e a favore dei beni comuni. E perché il dramma in corso sembra aver insegnato ben poco, sia a livello nazionale che in Toscana. La destrutturazione e il sotto finanziamento della sanità pubblica e la sua lenta privatizzazione sono stati il cuore delle politiche del centrodestra ma anche del cosiddetto centrosinistra. A riprova, anche in questa regione queste scelte hanno comportato la chiusura o il depotenziamento di svariati ospedali e il taglio dei posti letto. Fino alla controriforma voluta da Rossi e dall’assessore alla sanità Saccardi nel 2015 per accorpare le Asl della regione e nascondere, dietro questa operazione, un’ennesima riduzione del personale”.

“Per anni è stato raccontato che la sanità pubblica era il passato – hanno osservato di volta in volta Leonardo Becheri del Prc, Nicoletta Gini di Pap, Ildo Fusani di Sinistra anticapitalista e Alessandro Vigni di Sinistra per Siena – mentre il mercato sarebbe stato futuro. Oggi, molti piangono sul latte versato, compresi gli altri candidati alla presidenza e le loro coalizioni. La lezione di questa emergenza è limpida: occorre assumere e farlo con contratti stabili, e investire risorse regionali e nazionali adeguate e rilanciare il servizio sanitario nazionale, abbandonando la strada del regionalismo differenziato”.

Sia prima che durante l’emergenza da Toscana a Sinistra sono arrivate molte proposte concrete. “Fra queste la ‘requisizione in uso’ non solo di strutture sanitarie ma anche di attività produttive necessarie alla produzione di beni fondamentali, come le mascherine e altri dispositivi di protezione individuali. Allo stesso tempo la chiusura delle attività produttive non essenziali da parte del governo nazionale è stata insufficiente e attenta ai voleri di Confindustria, per questo i sindacati e i lavoratori si stanno mobilitando e noi li sosteniamo perché il diritto alla salute viene prima dei profitti. La Regione emetta ordinanze più restrittive ed emani linee guida più stringenti sulle condizioni di sicurezza degli ambienti di lavoro, prevedendo che l’adozione di tutte le misure di prevenzione, come la distanza di sicurezza, e l’utilizzo di dispositivi di protezione siano dichiarati cogenti e non rinunciabili, a differenza di quanto prevede il Protocollo nazionale”.

L’altra urgenza è dare sostegno economico alle tante persone in estrema difficoltà a causa dell’emergenza e, a differenza di altri paesi europei, le risorse stanziate dal governo sono ritenute insufficienti. “Abbiamo presentato proposte per istituire il cosiddetto ‘reddito di quarantena’ per tutte le categorie di lavoratori non tutelate, anche attraverso la previsione di uno specifico fondo regionale, e che la Regione contribuisca a velocizzare i tempi degli ammortizzatori sociali: chi è senza lavoro e senza stipendio non può aspettare. Così come l’istituzione di un fondo regionale a sostegno di chi, a causa dell’emergenza, si troverà in difficoltà a pagare l’affitto”.
Il candidato in pectore alla presidenza della Regione è Tommaso Fattori: “Il nome è stato proposto unanimemente, e ne sento tutta la responsabilità, a maggior ragione in questo momento. Sarà comunque un’assemblea regionale a ratificare questa scelta, non appena sarà possibile convocarla”.

Da Il Manifesto del 31/04/2020